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“Young Europe” Il primo film sulla sicurezza stradale

“Può sembrare una questione originale che la polizia di Stato abbia prodotto un film , in realtà è una questione molto più articolata e cercherò di spiegarla. Abbiamo portato in questi giorni al cinema 50 mila ragazzi, in 80 città d’Italia, e gli abbiamo fatto vedere un film. Un film che parla di storie dei giovani, del disagio dei giovani. Cattura la loro attenzione e poi alla fine li porta a ragionare sul tema della sicurezza stradale”. Vittorio Rizzi, direttore del servizio Polizia Stradale ha spiegato così, in diretta dal cinema Barberini di Roma, la decisione della Polizia di Stato di produrre il primo film sulla sicurezza stradale. “Vorrei ricordare che tutti i giorni in Italia muoiono almeno due giovani persone che hanno meno di 30 anni, la prima causa di mortalità per i giovani. Il film serve a scatenare le emozioni nei giovani, è un attivatore emozionale per far meditare il giovane sul tema, parlando alla sua testa e il suo cuore. Questo lo abbiamo realizzato attraverso un progetto molto ambizioso, che è un progetto europeo, che si chiama Icarus. Si divide in due momenti. Uno didattico educativo che ha curato la facoltà di psicologia dell’università “La Sapienza” di Roma, che ha elaborato una serie di testi e di percorsi di conoscenza attraverso test questionari somministrati a giovani di tutta Europa. Un altro attraverso il film ‘Young Europe’, ha concluso Rizzi mentre era in corso a Roma l’ultima delle 80 proiezioni promosse in tutta Italia.

“Young Europe”, girato in Italia, Francia, Irlanda e Slovenia, per la prima volta porta sullo schermo il tema della sicurezza stradale con le storie di cinque ragazzi europei, cinque vite che accomunate dall’esperienza dell’incidente stradale. “Young Europe” è stato realizzato nell’ambito del progetto “Icaro”, una campagna di sicurezza stradale alla tredicesima edizione, promossa dalla Polizia Stradale con i Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Istruzione e alla Fondazione ANIA per la sicurezza stradale, con il coordinamento scientifico del Dipartimento di Psicologia della Sapienza, Università di Roma e la collaborazione del MOIGE. Il film è stato cofinanziato dalla Commissione Europea perché la campagna è diventata anche un progetto europeo promosso dalla Polizia Stradale italiana, con una ricerca scientifica che ha coinvolto 14 Paesi dell’Unione ed un manuale tradotto in tutte le lingue europee.
Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte per i giovani in Italia ed in Europa e l’obiettivo è quello di parlare di legalità ai ragazzi attraverso un linguaggio che parta dalle emozioni affinché cresca in loro una maggiore consapevolezza dei rischi.

Intanto continuano ad arrivare a “Chi l’ha visto?” le storie di giovani vite stroncate da automobilisti irresponsabili. Come quella Stefania Cilloni, uccisa a 20 anni sulla Strada Provinciale 47 di Reggio Emilia mentre andava al lavoro.

07 Mag 2013 alle 07.07 "Omicidi stradali" Nessun Commento

Emanuela Orlandi: Una lettera anonima con misteriosi riferimenti

Qualche giorno prima di Pasqua una busta da lettera anonima è stata inviata a una delle compagne del corso musicale frequentato da Emanuela Orlandi. All’interno, una bustina contenente dei capelli e un pezzo di merletto, ritagli di giornale in tedesco, pezzi di pellicola fotografica accompagnavano un foglio con un messaggio scritto a mano in caratteri stilizzati: “NON CANTINO LE DUE BELLE MORE PER NON APPARIRE COME LA BARONESSA E COME IL VENTUNO DI GENNAIO MARTIRIO DI S. AGNESE CON BIONDI CAPELLI NELLA VIGNA DEL SIGNORE“. Sul lato destro, in verticale, due numeri: “193” e “103”.

Uno dei ritagli di quotidiano riporta la foto del giuramento di una guardia svizzera sopra una didascalia in tedesco la cui traduzione è: “Durante il giuramento ogni recluta si posiziona davanti alla bandiera della Guardia e promette di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente il Pontefice e i suoi legittimi successori”. Accanto alla foto c’è scritto a penna” 4 – FIUME”. Un altro ritaglio è di un box di una prima pagina intitolato “GIURAMENTO DELLE NUOVE GUARDIE SVIZZERE”, raffigurate in una foto, con il rimando all’articolo completo all’interno del giornale. A margine, le scritte a mano “SILENTIUM” e “V. FRATTINA 103”. Sul retro un’altra scritta: “MUSICO 26/OTT/1808 – 5/3/1913 – 2013”.

Nella bustina di plastica trasparente c’erano dei capelli, un fiore colorato di merletto, frammenti di un materiale che potrebbe essere terriccio e un brandello di tessuto scuro.

Allegati alla lettera anche tre negativi fotografici. Due di difficile lettura e uno ritrae un teschio umano con la scritta, parzialmente leggibile: “ELEONORA DE BON[illeggibile] MORTA IN CAMPAGNA LI’ 23 AGOSTO [illeggibile]”.

  
  
  
   




Roma, 17/40/2013 – Anche la sorella di Mirella Gregori ha ricevuto una lettera anonima con lo stesso testo (“Non cantino le due belle more…”) e allegati di quella arrivata a una compagna del corso di musica di Emanuela Orlandi. Dal racconto di Antonietta Gregori, che ha già consegnato agli inquirenti il plico e il suo contenuto, emergono alcune piccole differenze. Come l’appunto a margine di un articolo, che nella prima lettera era “4 – Fiume” mentre nell’altra è “V. – Fiume”.



Il video nella puntata del 24 aprile:

11 Apr 2013 alle 05.05 Emanuela Orlandi 109 Commenti

La corsia di emergenza non è un’area di sosta

Il nuovo video proposto al pubblico dalla Polizia Stradale mostra un auto ferma sulla corsia di emergenza di un’autostrada che viene violentemente tamponata da un tir la cui visuale era ostruita da un altro mezzo pesante. “Quest’uomo si è salvato, nel senso che ha riportato delle lesioni, e ci ha detto che si era fermato in corsia di emergenza per fare una telefonata di lavoro. Spesso troviamo persone che sono convinte della correttezza del loro comportamento, perché magari non hanno l’auricolare in macchina e credendo di essere in sicurezza si fermano nella corsa d’emergenza. In corsia d’emergenza ci si ferma in casi eccezzionali: in caso di guasto meccanico del mezzo o in caso di malore, ma anche in questi casi nel tempo strettamente necessario. Avendo cura di scendere, si deve mettere il triangolo, devono essere accese le luci di posizione, ci si deve mettere il giubbetto di alta visibilità, considerando che abbiamo pochissimo spazio. Mai dare le spalle al traffico. Andare fuori dalla sede stradale è altamente pericoloso”, – ha commentato il vice questore aggiunto Elisabetta Mancini.

“Chi l’ha visto?” dà voce questa volta ai familiari e agli amici di Silvia, una brillante, straordinaria giovane donna la cui vita è stata stroncata una sera di S. Valentino, in quello che è inaccettabile definire “un incidente”.

18 Mar 2013 alle 08.08 "Omicidi stradali" Nessun Commento

Le stragi del sabato sera

Nella trasmissione del 6 marzo il vice questore aggiunto della polizia stradale Elisabetta Mancini ha mostrato un nuovo video shock, quello di un incidente in cui hanno perso la vita quattro giovani sull’autostrada A4: “Questo è un colpo di sonno. Non c’è una curva, L’auto va dritta sulla cuspide, non ci sono tracce di frenata. I ragazzi passeggeri dormivano e evidentemente si è addormentato anche il guidatore. Sono le prime luci dell’alba, l’autostrada è libera e sicura, purtroppo il colpo di sonno non avverte”. Nel 2011 sono morti sulle strade italiane 972 giovani sotto i 29 anni. Il sabato è il giorno della settimana in cui ci sono più morti, la domenica quello in cui si verificano gli incidenti più gravi e c’è il più alto tasso di incindentalità. “Noi – ha concluso Elisabetta Mancini – attraverso questi filmati vogliamo spiegare ai ragazzi che è meglio prendersi una sgridata dalla famiglia per un ritardo ma tornare a casa. È da tempo pratica diffusa negli altri paesi scegliere un guidatore designato che non beva per accompagnare i suoi amici a casa in sicurezza.

Continuano le testimonianze degli spettatori la cui vita è stata segnata da quelli che per “Chi l’ha visto?” sono veri e propri omicidi stradali. Valentina racconta la storia di sua sorella Genny, che un giorno non è più tornata a casa.

12 Mar 2013 alle 08.08 "Omicidi stradali" Nessun Commento

C’era una volta una famiglia

A “Chi l’ha visto?” un nuovo documento della Polizia Stradale che denuncia un aspetto importante del problema della sicurezza sulle strade: la cattiva educazione e irresponsabilità degli automobilisti. Dopo la trasmissione del 20 febbraio in tanti hanno scritto a “Chi l’ha visto?” e raccontato le loro storie. Come Valentina: “Mio cugino era in auto con la moglie, aspettavano una bambina. Ma hanno incontrato un automobilista ubriaco”.

28 Feb 2013 alle 08.08 "Omicidi stradali" Nessun Commento

Una condanna esemplare

Tra le migliaia di incidenti stradali che ogni anno si verificano sulle strade italiane ce ne sono molti che non possono essere considerati una fatalità. Se qualcuno si mette alla guida di un’auto potente, dopo che ha fatto uso di droga e va anche contromano, non si accorge di un passante o di un motorino o di una mamma con un passeggino, può difendersi dicendo che è stato un incidente, che non l’ha fatto apposta?

Un caso emblematico è quello portato a “Chi l’ha visto?” dal dr. Vittorio Rizzi, direttore della Polizia Stradale, con e il vicequestore aggiunto Elisabetta Mancini. Un drammatico documento con ricostruzioni in 3D e registrazioni audio e video originali. Sulla A 26 (Genova Voltri – Gravellona Toce) il 13 agosto del 2011 un uomo che correva contromano alla guida di un grosso suv si scontrò frontalmente con l’auto di cinque giovani turisti francesi, uccidendone quattro. Sembra che avesse deciso di fare inversione di marcia in autostrada perché aveva dimenticato il cellulare al ristorante. L’uomo è stato condannato a 21 anni e 4 mesi.

20 Feb 2013 alle 09.09 "Omicidi stradali" Nessun Commento

Madre e figlia scomparse: L’intervista inedita all’ex marito di Maria

Dopo che “Chi l’ha visto?” nella puntata del 31 ottobre aveva raccolto l’appello di Lorenzo Grande per la scomparsa della sorella Elisabetta e della nipote Maria Belmonte, l’ex marito di quest’ultima aveva rilasciato un’intervista al programma. Ecco il video dell’intervista a Salvatore Di Maiolo con le parti inedite.

16 Nov 2012 alle 08.08 Senza categoria 2 Commenti

Bimbo prelevato a Padova: Intervengono Schifani e Fini. Il Capo della Polizia dispone un’inchiesta

Renato Schifani ha chiesto chiarimenti al Capo della Polizia Manganelli sull’episodio di Padova. “Le immagini proiettate ieri sera a “Chi l’ha visto?” hanno creato indignazione e sgomento in tutti noi italiani. Comportamenti come quello al quale abbiamo assistito meritano chiarimenti ed eventuali provvedimenti”. Manganelli ha immediatamente disposto un’inchiesta interna sulla vicenda. Il Presidente della Camera Gianfranco Fini, che ha avuto un colloquio telefonico con il questore di Padova, ha chiesto al Governo di riferire quanto prima in considerazione delle richieste di informativa e delle interrogazioni parlamentari presentate in merito da deputati di vari gruppi.

11 Ott 2012 alle 06.06 Senza categoria 4 Commenti

Roma, solidarietà a Maria di Trigoria

Alcuni spettatori hanno contattato il programma da Trigoria, un quartiere di Roma: “Una donna è stata aggredita!”, dicevano i messaggi dei cittadini sconvolti per una scena alla quale hanno assistito. In un parcheggio davanti a un supermercato sono andati a prendere una donna, Maria, alla quale sono affezionati. I vigili urbani e operatori sanitari con un’ambulanza volevano portarla in un ospedale per un TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio), ma lei si è rifiutata di seguirli. Le foto scattate dai cittadini del quartiere documentano quello che è accaduto dopo e che loro stessi hanno raccontato durante la trasmissione: la donna è stata trascinata per terra, con i vestiti strappati, seminuda. Non si trattava di un criminale, ma solo di una donna che vive nel quartiere, aiuta chi ne ha bisogno, senza fare male a nessuno né è pericolosa per se stessa. La protesta dei cittadini non si è fermata. Si sono presentati all’ospedale dove l’hanno portata e hanno chiesto di poter vedere Maria. Alessio, un religioso laico americano molto amico di Maria, ha raccontato di essere entrato nell’ospedale e di essere stato aggredito da alcuni infermieri con una guardia giurata, riportando contusioni e traumi documentati da un referto medico che è stato mostrato al pubblico. Maria poi ha potuto lasciare l’ospedale. Al termine della trasmissione è intervenuto telefonicamente Mario De Sclavis dirigente della polizia locale di Roma Capitale, che ha dichiarato che gli agenti hanno seguito le procedure di legge, smentendo che siano equipaggiati con manganelli.

28 Set 2012 alle 01.01 Senza categoria Nessun Commento

Omicidio di Alina Cossu: i genitori a ‘Chi l’ha visto?’ chiedono la riapertura delle indagini

Il suo corpo venne trovato in mare da due pescatori la mattina del 10 settembre 1988, sotto la scogliera di Abbacurrente , non lontano da Porto Torres (Sassari). Alina Cossu, 21 anni, studentessa universitaria che si pagava gli studi di biologia lavorando d’estate in una gelateria, era stata strangolata poche ore prima. Dopo 24 anni il suo assassino non ha ancora un nome. Nell’ultima puntata di “Chi l’ha visto?” il padre e la sorella hanno ricostruito le inchieste e le archiviazioni che si sono succedute in questi anni e hanno chiesto la riapertura del caso.

21 Set 2012 alle 12.12 Senza categoria Nessun Commento