Archivio Novembre 2009
Denis Bergamini, il calciatore suicidato
Il 18 novembre 1989 moriva Donato “Denis” Bergamini, centrocampista del Cosenza, investito da un camion lungo la statale jonica. La versione ufficiale fu quella che Denis Bergamini si era suicidato buttandosi sotto un camion. L’ex fidanzata Isabella, unica testimone della morte di Denis, dichiaró che il pomeriggio del 18 novembre il calciatore lasció il ritiro della sua squadra per andarla a prendere con la sua Maserati biturbo. I due si sarebbero allontanati da Cosenza per prendere la statale jonica che conduce a Taranto. Secondo la ricostruzione fatta da Isabella Denis Bergamini si sarebbe suicidato “tuffandosi” sotto ad un camion, e che quest’ultimo, dopo averlo colpito, lo avrebbe trascinato lungo l’asfalto per circa 60 metri. Le indagini sin dall’inizio furono condotte frettolosamente e con scarsa perizia: né il camion che investí Denis né la sua Maserati furono sequestrati e controllati, gli abiti sparirono e le scarpe furono consegnate dopo alcuni mesi da un magazziniere del Cosenza ai genitori, magazziniere che a sua voltá morí in circostanze poco chiare in un incidente sulla stessa strada dove anche Denis Bergamini aveva trovato la morte…
Emanuela Orlandi: identificati “Mario” e l’uomo che telefonò a “Chi l’ha visto?” nel 2005
Dopo ”Mario”, il telefonista che chiamò a casa di Emanuela Orlandi il 28 giugno del 1983, è stato identificato anche l’uomo che telefonò nel luglio 2005 a “Chi l’ha visto?” dicendo che il mistero Orlandi era legato alla sepoltura di Enrico De Pedis sepolto nella Basilica di Sant’Apollinare a Roma. Già nella puntata di “Chi l’ha visto ?” del 20 febbraio 2006, Antonio Mancini, un pentito della banda della Magliana, aveva riconosciuto “Mario” come uno dei killer di fiducia di Enrico De Pedis. I due, secondo il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo che coordinano le indagini, non sono la medesima persona ma sono legati da ”un vincolo particolare”, un vincolo molto forte ”quasi come padre a figlio”. Nessuno di loro corrisponderebbe a ”Rufetto” o ”Ciletto”, due esponenti della banda. Mario è invece effettivamente stato legato al sodalizio criminale ed era agli ordini di De Pedis, detto Renatino. Anche l’anonimo che chiamò “Chi l’havisto?” era intimo di De Pedis ma non avrebbe mai fatto parte della Banda della Magliana, pur avendo ”un legame molto forte e particolare” sia con “Mario” sia con lo stesso De Pedis.
[Ascolta la tefonata del 2005 "Andate a vedere chi è sepolto a Sant'Apollinare"]
[Vai alla pagina del caso Orlandi]
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Chi è l’assassino di Tatiana Tulissi?
Compagna di un ricco imprenditore erede di una delle più grandi aziende della zona di Udine. Proprio lui, l’11 novembre del 2008, ne trova il corpo senza vita. Un delitto da un anno senza colpevole. Le indagini sono ancora aperte, la famiglia non crede che si sia trattato di una semplice rapina e chiede la collaborazione del pubblico di “Chi l’ha visto?”.
Guarda il video nella puntata del 16 novembre 2009
Carla Molinari: il giallo delle mani mozzate
Carla Molinari, 82 anni, è stata trovata uccisa nella sua casa di via Dante Alighieri a Cocquio Tervisago la sera di giovedì 5 novembre. Era a terra, in una stanza della sua villetta, entrambe le mani mozzate e portate via, numerose ferite su tutto il corpo prodotte da un’arma sconosciuta. Tutto intorno una grande confusione, cassetti aperti e disordine ovunque. Incerta anche l’ora esatta dell’omicidio. La donna prima di andare pensione lavorava come tipografa a Varese e da anni viveva sola, da quando il padre era morto.
Pirati della strada
Come è morto Stefano Cucchi?
La morte in stato di detenzione di Stefano Cucchi ha scosso tutti. Arrestato il 16 ottobre nel parco degli Acquedotti di Roma per il possesso di 20 grammi di hashish, al momento dell’arresto, secondo quanto riferito dai familiari, Stefano Cucchi stava bene e non aveva segni di alcun tipo sul volto. La mattina del 17, all’udienza per direttissima, il padre ha notato che aveva delle tumefazioni al volto e agli occhi. La sera stessa è stato comunicato alla famiglia che il ragazzo era stato trasferito d’urgenza al reparto detentivo dell’ospedale “Sandro Pertini” di Roma, sembra per “dolori alla schiena”. I genitori si sono precipitati a fargli visita, ma non sono stati ammessi né sono riusciti a parlare con i medici. Il permesso è stato loro accordato per giovedì 22, ma la mattina di quel giorno Stefano Cucchi è morto. I genitori hanno potuto rivederlo solo per il riconoscimento all’obitorio, sei giorni dopo. Il 29 ottobre la famiglia ha indetto una conferenza stampa, diffondendo le foto del corpo scattate dall’agenzia funebre dopo l’autopsia. Si vede un corpo estremamente esile (dai 43 chili del fermo è passato a 37), con il volto tumefatto, l’occhio destro rientrato nell’orbita, l’arcata sopraccigliare sinistra gonfia e la mascella destra con un solco verticale, segno di una frattura. La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta ipotizzando il reato di omicidio preterintenzionale a carico di ignoti. La famiglia chiede di conoscere la veritá e parla di malagiustia ma anche di malasanitá.
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