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Bambino conteso dai genitori: arrestata a Roma la madre italiana

Roma, 28/01/2010 – Manuela Antonelli, la madre del bimbo conteso dai genitori tra l’Italia e Usa è stata arrestata dalla polizia in esecuzione di un ordine di estradizione da parte degli Usa – distretto di New York. Il legale della donna, l’avvocato Tomassini, dice:”Sono profondamente indignata per quanto è accaduto. La Sig.ra Antonelli, ha subito un vero agguato, presentandosi oggi davanti al Tribunale per i Minorenni. E’ stata portata in Questura dove le hanno notificato l’arresto provvisorio in esecuzione di una richiesta di estradizione avanzata dagli Stati Uniti. Siamo in presenza di un vero abuso, anche tecnicamente non era possibile l’arresto. Abbiamo appena accertato che dal Ministero non è partita nessuna richiesta in tal senso”.

[Vai alla pagina del caso]

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09 dic 2009 alle 02.02 "Chi l'ha visto?"

37 Commenti su Bambino conteso dai genitori: arrestata a Roma la madre italiana

  1. Sono rimasta davvero ferita dalla storia di Manuela e del suo bambino Leone: trovo vergognoso questo atteggiamento da parte dello Stato nei confronti dei bambini!
    E purtroppo sono migliaia i bambini che subiscono violenze simili in famiglia in Italia ma le Autorità preferiscono tapparsi gli occhi per non prendere di petto un problema troppo grosso: viltà? ignoranza? o ancora peggio: indifferenza??
    In America per coprire le violenze sessuali sui bambini uno psicologo (notoriamente favorevole alla pedofilia), Richard Gardner, inventa la cosiddetta PAS (Sindrome di Alienazione Parentale) cosi che ogni bambino che riferisce una violenza incestuosa da parte di un genitore viene accusato di essere manipolato dall’altro genitore!
    Ma c’è di più: se ci sono segni fisici di abuso in America hanno allora inventato la Sindrome di Munchausen per Procura da attribuire ovviamente al denunciante, e cioè i segni vengono attribuiti a quest’ultimo in quanto malato psichiatrico!
    Insomma: tutto per punire il denunciante e salvare il pedofilo. E in Italia ora i nuovi “esperti” si sentono molto moderni ad abbracciare queste “americanate”: tra l’altro entrambe le sindromi di cui sopra non sono nemmeno riconosciute nel registro del DSM (Dipartimento Salute Mentale)!!
    Questa è la vergognosa realtà che solo chi la vive conosce: tutti gli altri pensano che in Italia siamo iper protetti e tutelati dalla Giustizia, quando invece sono proprio i consulenti dello Stato a distruggere le vite dei bambini.

  2. elena il 09 dic 2009 alle 03.03
  3. Tantissimi.auguri.per.leone.da.maurizio

  4. sms il 09 dic 2009 alle 04.04
  5. Un.forte.abbrabbio.per.leone

  6. sms il 09 dic 2009 alle 04.04
  7. Manuela sta sacrificando la sua vita per suo figlio

  8. sms il 09 dic 2009 alle 04.04
  9. Possibile che la giustizia non possa ascoltare il grido di Leone? Daniele

  10. sms il 09 dic 2009 alle 04.04
  11. Aiutate Manuela e Leone! Marco

  12. sms il 09 dic 2009 alle 04.04
  13. Perche’ una mamma deve scappare e nascondersi per dare a suo figlio la serenita’? La chiede lui per primo. Forza Manuela e Leone!

  14. sms il 09 dic 2009 alle 04.04
  15. PER ESPERIENZA PERSONALE VI DICO CHE CI SONO MADRI TRAUMATIZZATE DALLA FINE DEL RAPPORTO COL MARITO CHE INIZIANO A LIVELLO INCONSCIO A FARE FANTASIE MORBOSE E OSTILI NEI CONFRONTI DELL’EX MARITO E SENZA RENDERSENE CONTO LE TRASMETTONO PARE PARE NELLA MENTE ANCORA FRAGILI DEI FIGLI.LE MADRI PURTROPPO SONO SINCERAMENTE CONVINTE CHE QUEI PENSIERI PROVENGANO DAL FIGLIO E NON DA LORO STESSE.I BAMBINI VERAM. ABUSATI DAI GENITORI STANNO MUTI PURTROPPO E ADDIRITTURA DIFENDONO I GENITORI AGUZZINI.RIFLETTETECI! Quella madre va aiutata ma non a nascondersi, aiutata a rendersi conto che mettendo il figlio contro il padre in questo modo lo distrugge.ANDATE A FONDO IN QUESTI CASI NON VI FIDATE DELLE PAROLE DI CHI SEMBRA SINCERO,QUESTE DONNE SI SONO PROPRIO CONVINTE DELLA LORO VERSIONE E QUINDI HANNO I MODI DI CHI E’ SINCERO.una mamma separata che davanti a tutti,figli compresi, ha sempre aiutato e difeso l’exmarito (l’ho difeso anche dagli attacchi dei servizi sociali).P.S i miei figli sono sereni

  16. sms il 09 dic 2009 alle 04.04
  17. gentilissima dottoressa,
    la ringrazio per il suo interessamento al caso di leone ed a
    tantissimi altri casi che vedono, purtroppo, protagonisti i nostro
    minori. purtroppo ancora troppo poco si fa per l’infanzia e tantissimi
    sono, ahimè, i minori che nel mondo soffrono.
    il caso leone è emblematico: violenza del padre, violenza istituzionale!
    i riflettori accesi non possono che far bene e pre questo il mio
    semplice grazie.

  18. oratoriosing.it il 09 dic 2009 alle 04.04
  19. Tieni duro Manuela!! Il popolo è dalla tua parte, e sono sicuro che presto lo sarà anche la Giustizia. Matteo

  20. elena il 10 dic 2009 alle 05.05
  21. Dopo aver visto l’intervista alla mamma del piccolo Leone, durante la vs. trasmissione del 7 u.s., in questi giorni ho pensato spesso a loro. E più ci penso più alcune cose non mi tornano ed è nato in me il desiderio di fare qualcosa, ma non saprei cosa, per sostenere il bambino e la sua coraggiosa mamma.

    Naturalmente per esprimersi a pieno titolo bisognerebbe conoscere tutta la situazione, ma da quello che ho sentito e letto ho dedotto i seguenti punti:

    1) abbiamo un padre che non ha mai convissuto con il figlio né ha mai chiesto l’affidamento del figlio. 2) abbiamo una madre che ha cresciuto il figlio da sola. 3) abbiamo un bambino che, dopo una giornata passata con il padre, torna a casa stravolto. 4) abbiamo uno psichiatra infantile (dal quale lo porta la madre dopo il ritorno del figlio in quelle condizioni) che rileva abusi sul bambino (di 5 anni). 5) abbiamo la denuncia di ‘mamma coraggio’ nei confronti del padre del bimbo. 6) Dopo la denuncia il padre chiede l’affidamento (sembrerebbe una reazione alla denuncia e non un interesse paterno verso il figlio, visto che prima sembra non si sia mai occupato di lui!).

    Abbiamo la ‘giustizia': 7) che arriva con anni di ritardo (visto che all’epoca dei fatti il bimbo aveva 5 anni e ora ne ha otto); e cioè dopo che il bambino e la madre si stavano ricostruendo faticosamente una vita in Italia. 8) una giustizia che toglie il bambino alla madre e permette al padre di vederlo (nonostante le urla del bambino contro il padre). 9) Abbiamo una mamma che, vedendo il figlio così stravolto nell’aula del tribunale e sentendolo implorarla di portarlo con sé, istintivamente sente di doverlo abbracciare e accogliere la sua richiesta di aiuto. E lo fa senza valutare le conseguenze……perché per la vita del proprio figlio non ci sono conseguenze che contino…..solo lui conta.

    Ma di cosa stiamo parlando? Siamo tutti impazziti? Sembra pura follia! Ma la follia di questa strana giustizia potrebbe far precipitare nel baratro più profondo un bambino di 8 anni e la sua mamma….e perdeli per sempre! Ma in quale società viviamo? In quale CIVILTA’?

    Certe ferite vanno curate subito…e il curarle non è compito solo delle mamme, ma di tutta la società, di ciascuno di noi. Con quale coraggio possiamo guardare in faccia i nostri figli se non facciamo niente per difendere la vita/tranquillità di questo piccolo che chiede solo di stare in pace, tornarsene a casa sua, con la mamma, nella sua scuola, giocare gli amichetti….passare un Natale sereno e non da fuggiasco perchè ‘ricercato’ insieme alla madre che combatte come una leonessa quando qualcuno cerca di far del male ai suoi cuccioli.

    In un sito ho letto il commento di una persona che suggeriva di fare un presidio sotto il tribunale….perché no!

    Mi auguro che la vostra trasmissione possa continuare a parlare di questa situazione e promuovere iniziative.

    cordiali saluti

  22. Liana il 14 dic 2009 alle 04.04
  23. “Manuela e suo figlio “Leo” insieme per sempre, e alla luce del sole”. Bisogna aiutare questa creatura a poter vivere in serenità con la sua mamma. E’ vergognoso e disumano che 1 bimbo di soli 8 anni debba fuggire x proteggersi dalle leggi e istituzioni, da un mondo di adulti ciechi e sordi.
    Una mamma La prego, vi prego aiutate questo bimbo

  24. herta il 14 dic 2009 alle 04.04
  25. La storia di Manuela e il suo bambino è l’ennesimo caso di dolore.
    ho visto la puntata e ora che provo a scrivere qualcosa x esprimere la mia solidarietà nei confronti della mamma e il suo piccolo e indignazione al tempo stesso x la mancanza di sensibilità,di attenzione x questo piccolo che ha espresso chiaramente di non voler vedere il “padre”,bisognerebbe dargli ascolto perchè i bambini gli abusi non se li possono inventare.
    Dicevo provo a scrivere ma la mia mano intanto sembra voglia tradirmi,tremando e cerco di ricacciare indietro le lacrime.
    Non si può rimanere indifferenti a tanto dolore ,bisogna fare assolutamente l’impossibile affinchè Manuela e Leo possano stare insieme alla luce del sole,senza nascondersi da chi invece avrebbe dovuto proteggerli.

  26. francesco il 14 dic 2009 alle 04.04
  27. Sono la mamma di un compagno di classe di Leone e vi scrivo per esprimere tutta la mia indignazione riguardo la sentenza giudiziaria sul suddetto caso e anche nella speranza che il messaggio arrivi loro non potendo comunicare direttamente con Manuela.Leone e’ un bambino radioso ed entusiasta
    che adora e va molto fiero della sua mamma.Mi inchino davanti a tanta Forza,Coraggio,Amore e Dignita’ che emanano da Manuela e suo figlio.Vorrei far sapere a Leone che tutti i suoi compagni di scuola erano molto preoccupati non vedendolo piu’ in classe e la maestra li ha tranquillizzati dicendo loro che sta’ facendo un viaggio con la sua mamma. Per mio figlio,Leo è il suo migliore amico e ogni giorno ha un pensiero per lui.Manuela cercando di evitargli la casa famiglia è madre a tutti gli effetti e agisce con buon senso e Amore che ad altri e’ mancato.un bacio ad entrambi

  28. roberto il 14 dic 2009 alle 04.04
  29. Manuela e suo figlio Leo…insieme per sempre…e soprattutto alla luce del sole…!!!!

  30. silvia il 14 dic 2009 alle 04.04
  31. Quanto stà accadendo a Manuela e suo figlio è orribile. Questo bambino ha il diritto di vivere serenamente e và lasciato in pace tra le braccia della sua mamma dove lui stesso dichiara di voler stare. E’ vergognoso come le nostre istituzioni siano sorde e cieche di fronte a tanto dolore negli occhi e nelle urla di un bambino così piccolo.
    Grazie a tutti voi della trasmissione che, nonostante le diffide, vi state occupando di questo caso.
    Il mio cuore è con Leo e Manuela.

  32. mammadolce il 14 dic 2009 alle 04.04
  33. Manuela ,coraggio,hai fatto la scelta giusta e per qualsiasi tua iniziativa conta sul mio aiuto,i bambini troppo spesso non vengono ascoltati,anche la figlia di una mia amica nonostante il padre fosse stato sempre assente e senza mai aver ricevuto alcun sostegno economico è stata costretta per anni a vederlo davanti alle assitenti sociali.addirittura questo pazzo quelle poche volte che la prendeva in custodia la portava alla stazione o all’aereoporto dicendole che l’avrebbe portata lontano dalla madre con i traumi conseguenti,Ora finalmente ha 17 anni, e si è rifiutata di avere con lui ulteriori contatti, ma sono stati 17 anni lunghi e molto amari.Coraggio siamo con te e Leo.Buon Natale

  34. CLAUDIA il 14 dic 2009 alle 10.10
  35. Essere genitori vuole dire essere presenti sempre nella vita dei bimbi ,indipendentemente dai problemi di coppia,entrambi devono mettere al primo posto i l benessere del bambino e ricordare che l’affetto si conquista con l’amore nn con le carte bollate. Coraggio Emanuela. Mody dalla Sardegna.

  36. sms il 15 dic 2009 alle 03.03
  37. E’ probabile che mi sbagli ma ho appena visionato (con attenzione) il video che il padre del piccolo Leone ha pubblicato su facebook e francamente non mi dà la sensazione che il piccolo sia traumatizzato dalla vicinanza del padre. Un bimbo vitttima di abusi sessuali non sorride, non gioca e non si affida totalmente, e con fiducia, all’uomo che ha usato violenza su di lui.
    Ribadisco: sono solo sensazioni.

  38. Marinella il 19 dic 2009 alle 01.01
  39. Per Liam, che io continuo a chiamare LEONE

    Se io fossi lì con te ti direi:
    Mi piace il nome che tu vuoi avere, Leone! E’ forte come quando il cuore corre dietro ad un’emozione, è duro come quando si vuole annientare il male, è dolce come l’abbraccio di una mamma. E’ fiero come il primo passo di un bambino, è morbido come il cuscino di un letto caldo, è alto come una voce che canta verso il cielo.
    Io per me che nome posso dare? Non ho un nome io, neanche tra le stelle se non posso tenderti una mano ed aiutarti a crescere. Non sono niente se non ascolto quanto hai da dire, se non asciugo le tue lacrime disperate e mi volto altrove. Forse l’unico mio nome può essere nessuno se penso che faccio parte di una società così malandata che non sà aiutare un bambino.

    Aiutiamo LEO a restare un leone fiero, libero, felice.

  40. Mamma Dolce il 21 dic 2009 alle 10.10
  41. Secondo quanto riferisce la stampa americana, Antonelli Manuela ha accusato di peodfilia il padre di suo figlio. Queste accuse sono state accuratamente investigate dalle autorità sia in America che in Italia. In entrambi i paesi la conclusione è stata che le accuse erano false e che era la madre a porre un serio rischio per la sicurezza ed il benessere del bambino. Quando i giudici di New York decisero che Michael McCarty è un padre appropriato e che vuole bene a suo figlio, mentre la madre era mentalmente malata e pericolosa, i giudici affidarono la custodia al padre. La madre scappò in Italia con il figlio. Quando anche i giudici italiani decisero che non c’era evidenza che il padre avesse mai agito in modo inappropriato verso suo figlio e che la madre era pericolosa, presero la custodia del bambino e lo misero in un orfanotrofio. Già gli americani stentavano a capire questa pratica: il piccolo ha il papà! Addirittura, nonostante il piccolo fosse protetto dalla madre, questa è riuscita a rapirlo di nuovo.

    Rapire un bambino e manipolarlo fino a fargli credere di odiare suo padre è un crimine schifoso quanto la pedofilia.

    Dire “Manuela hai fatto la scelta giusta” può essere apologia di reato.

  42. Alessandro il 22 dic 2009 alle 01.01
  43. non bisogna dimenticarsi di loro…Manuela e Leone hanno bisogno di noi tutti,seguiamo la loro storia e teniamoci pronti ad esprimere la nostra solidarietà il 4 gennaio davanti al tribunale dei minori. Non si possono accettare ingiustizie simili che fanno sorgere inquietanti dubbi sulla integrità dei nostri organi di giustizia.IO ci sarò

  44. anna il 23 dic 2009 alle 01.01
  45. Ma se alla signora Antonelli è stato diagnosticato un disturbo della personalità, non è questa la spiegazione più verosimile dei problemi del bambino?
    E se i problemi del bambino sono causati dalla madre, non è forse l’affido al padre la decisione migliore?

  46. grillo parlante il 23 dic 2009 alle 04.04
  47. un pensiero sentito a leone e manuela in questo particolare natale…siamo con voi, speriamo riusciate a sentire il calore di tutta la gente che vi sostiene!

  48. marta il 24 dic 2009 alle 05.05
  49. questa mamma che protegge LEONE dal padre e dai giudici è un buon esempio per il femminismo

  50. Paola il 24 dic 2009 alle 12.12
  51. Povero Leone, plagiato da una madre instabile e vendicativa!Se la madre lo amasse euilibratamewnte, non sarebbe arrivata ad una clandestinità cosè deleteria!

  52. Rachele il 28 dic 2009 alle 02.02
  53. pregherei le persone che scrivono di moderare le parole quando si parla di persone che non si conoscono: vergognatevi di dire determinate cose sulla sig.ra Antonelli, una donna e una madre eccezionale che è una delle tante vittime dell’ignoranza e l’incompetenza dei periti e dei giudici messi lì a sindacare la vita dei bambini senza un briciolo di conoscenza della materia!! E’ questo lo scandalo dei Tribunali, dei Servizi Sociali, delle così dette “Case Famiglia”! Se è fuggita è proprio per questo, ed è eroica perchè ha avuto il coraggio di farlo per amore del figlio.
    Rispetto, educazione e soprattutto conoscenza prima di parlare per favore.

  54. chiara il 30 dic 2009 alle 10.10
  55. Una cosa dovrebbe fare pensare: se una perizia stabilisce che l’abuso c’è stato, va presa come oro colato e il padre va in galera.
    Se invece la perizia stabilisce che l’abuso fisico non c’è stato e si tratta invece di un abuso psicologico di cui è colpevole la madre, allora la perizia è carta straccia. Perchè giornali e tv ragionano in questo modo? Siamo forse di fronte a un cambiamento del concetto di giustizia?

  56. Nicola Sacco il 05 gen 2010 alle 05.05
  57. chiara, la signora è scappata dopo che i giudici americani avevano deciso di affidare il piccolo al padre, come si fa nei paesi normali. Se non fosse fuggita in Italia, il bambino sarebbe felice a New York, lontano da “case famiglia” ed abusologi italiani.

  58. Alessandro il 06 gen 2010 alle 03.03
  59. x Grillo parlante
    Il fatto che la madre sia stata dichiarata instabile è del tutto insignificante e purtroppo è anche normale: sì, ha capito bene, è la normalità che tutte le madri che hanno il coraggio di denunciare fatti simili vengano a priori ritenute pazze senza alcuna prova certa. Com’è possibile che siano tutte pazze? Questo vorrebbe implicitamente dire che il problema degli abusi in famiglia non esiste (e forse è proprio quello che vogliono farci credere).
    Qualcuno ha definito la Signora Antonelli crudele e vendicativa: per favore informatevi prima sui fatti. La Signora non aveva alcun motivo di portare rancore al padre di Leone: il bambino è nato dopo la separazione; è stato sempre affidato a lei; il padre non se ne è mai interessato fino a quando lei non ha voluto farli frequentare, nell’interesse del piccolo Leone (infatti nei video diffusi illegalmente dal padre il bambino appare sempre già grandicello); la Signora aveva un buon lavoro ed una vita serena con suo figlio; la Signora ha sporto denuncia solo dopo consiglio dei medici, prima americani e poi italiani, che hanno visitato il bambino e riscontrato i segnali di abuso; il padre si è improvvisamente interessato al piccolo, chiedendone l’affidamento, solo dopo tutto ciò.
    Quali motivi avrebbero portato la Signora Antonelli ad intraprendere questa difficile e devastante battaglia legale? Quali sono questi rancori che improvvisamente saltano fuori dopo cinque anni e la inducono a fare tutto ciò? La cosa mi pare poco probabile.
    E per finire: perché si accusa subito la madre di plagio quando il bambino racconta ciò che ha subito? Mi sembra alquanto scorretto non dare il minimo credito ad un bambino che urla, nel vero senso della parola, la sua verità. Troppo facile dire che è stato plagiato. Vergognoso vedere come gli è stata tappata la bocca! Ignobile la decisione presa di strapparlo alla madre così brutalmente. Mi sembra la fabbrica dei mostri…

  60. Veronica il 07 gen 2010 alle 07.07
  61. Veronica, quella che riporti sarà forse la versione della madre instabile. Traduco dall’intervista al padre che ho letto su abcnews.go.com (senza mettere il link completo in quanto contiene le foto del piccolo):

    McCarty dice: “C’è una piccola persona e tutto il resto non conta più… Ho passato quanto tempo potevo con lui. Ero pienamente disponibile a prendermi cura di lui in ogni modo”. Rachel Berg ha visto come McCarty si prendeva cura di suo figlio: “tutta la sua attenzione era: cosa posso fare con mio figlio? Dove possiamo andare questo week-end?”. McCarty dice: “Abbiamo avuto un legame forte fin dall’inizio”.

    Ma il legame con Manuela Antonelli è rotto. I due provano a riconciliarsi, ma non funziona. Nel 2003, McCarty inizia a sospettare che Antonelli potesse portare via il piccolo: “ha iniziato ad andare avanti ed indietro con l’Italia. Così ero preoccupato che potesse non tornare, ed ho chiesto il divorzio e l’affido condiviso. Tutto quello che volevo era crescere mio figlio in condizioni di parità”. […]
    Dopo una settimana, ebbe una orribile sorpresa: “mi notificarono un ordine di apparire dal Giudice. Ci andai e mi dissero che la madre mi accusava di aver molestato sessualmente mio figlio. Non c’è modo di descrivere cosa si prova ad essere accusato del più infame atto contro il proprio figlio. Non ho dormito per settimane, era orribile”. […] “I giudici trovano che le accuse erano senza base, che non c’era nessuna ragione di assumere nessun tipo di abuso. Provai a parlare con la madre, e lei voleva più soldi. Avevamo un accordo, e lei voleva più soldi”.

  62. Antonello il 10 gen 2010 alle 05.05
  63. sig.ra MANUELA: non so dove sei e se hai modo di leggerci, ma se lo fai sappi che siamo migliaia dalla vostra parte anche se non aggrediamo con la stessa violenza di chi difende un violento…Tu ami la pace, cerchi la pace, chiedi la pace ma lo Stato con tutte le sue perversioni ti risponde solo con violenza, tanta violenza, tanta ignoranza! Non badarci sig.ra Manuela: non curarti di chi scrive con rabbia repressa perchè è uno come lui e quindi lo difende e insulta te: noi non insultiamo nessuno (nonostante lo schifo e lo sdegno interiore verso ciò che accade): NOI CI LIMITIAMO A SOSTENERE TE, col cuore, con la non-violenza che tu vuoi.
    TIENI STRETTO IL TUO LEONE: HA BISOGNO DI TE E TU LO SAI! L’ITALIA VI VUOLE BENE!

  64. chiara il 15 gen 2010 alle 06.06
  65. chiara, ma sei sicura di parlare a nome dell’ITALIA? E non di una qualche associazione che si occupa di abusi prendendo soldi dallo Stato che insulti? Temo che dovrai accusare anche gli Stati Uniti di essere perversi, violenti, ignoranti. Continuo infatti a tradurre da ABCnews:

    A New York, le indagini sugli abusi furono un incubo per il padre e per il bambino. “Fecero le interrogazioni che devono essere fatte in questi casi” dice McCarthy “il mio bambino ha anche subito esami fisici”.

    Alla fine la corte ha proibito alla Antonelli di portare il figlio fuori dagli Stati Uniti, e ristabilito i contatti con il padre. Che ora prende una decisione drammatica: chiedere la custodia esclusiva del figlio. Ironicamente, le indagini avevano infatti evidenziato che la madre aveva seri problemi tali da renderle difficile dare un ambiente sano al figlio.

    Mentre la corte stava per decidere, ed il padre stava andando a prendere il figlio a scuola, arrivò la notizia: Antonelli aveva portato il figlio in Italia. “Quando mio figlio è stato rapito la prima volta, la mia casa era piena dei suoi giocattoli. Per molto tempo non sono riuscito a muoverli. Non riuscivo nemmeno a toccarli”.

    La corte decise per la custodia esclusiva al padre. L’FBI dispose un mandato di cattura per rapimento internazionale di minore. Ma le autorità italiane dissero che quello che aveva fatto non era vietato dalla legge italiana, quindi non era illegale.
    L’avvocato Phil Segal dice “È oltraggioso che le autorità criminali Italiane non la arrestino e la estradino. […] Invce di applicare appropriatamente la legge internazionale, dissero che era OK rideterminare la custodia. Non avevano autorità per farlo.” [..] E che ne è del bambino? “È devastante. Improvvisamente il padre era scomparso dalla sua vita. Un padre che amava… Il suo intero mondo era stato rivoltato come un calzino.”

    Dopo anni di indagini, anche i giudici italiani riconobbero che che quello che la Antonelli faceva era non solo sbagliato, ma faceva del male al figlio. “Le hanno levato la potestà genitoriale” dice McCarthy. Ma invece di riportare il bambino da suo padre, l’unico genitore dichiarato appropriato, le autorità italiane presero la decisione più oltraggiosa, mettendo il piccolo in un orfanotrofio. “Dissero che il piccolo ora rifiutava il padre”. Ed era vero, la relazione padre/figlia vista nei filmati era stata rovinata. Dopo anni sotto la custodia della Antonelli, il piccolo era ostile a suo padre. Ma gli esperti dicono che è comune per un genitore avvelenare il figlio contro l’altro genitore in casi come questo. “Vuole ancora bene a suo padre” dice lo psicologo infantile dr. Warshak “semplicemente non si sente libero di esprimere i propri sentimenti ed è stato premiato per dire cose cattive contro suo padre”

  66. Antonello il 25 gen 2010 alle 01.01
  67. Faccio molta fatica a capire come la maggior parte delle persone che hanno lasciato un commento riescano a prendere una posizione tanto decisa su una vicenda non conosciuta personalmente.
    Alcune cose dette e viste nel corso di questa triste vicenda sembrano più verosimili di altre, ma è solo l’impressione che uno spettatore, come sono io, può avere dall’esterno.
    Tuttavia credo che il rapporto madre-figlio tende, in genere, ad essere più tutelato rispetto a quello padre-figlio. L’opinione pubblica crede con più facilita’ ad un padre aguzzino, e tende ad appoggiare una mamma che dichiara di voler proteggere il figlio. È una risposta naturale d’altronde, poiche’ la maggior parte delle tristi storie di bambini vittime di abusi vanno in questa direzione.
    Non tutte pero’, e come detto, io trovo impossibile avere una posizione riguardo questa vicenda che non conosco.
    Ovviamente, spero che il piccolo L. non sia stato vittima di un padre aguzzino e che quindi, con l’aiuto di professionisti dedicati e preparati, sia possibile per lui crescere conoscendo e volendo bene ad entrambi i suoi genitori.

  68. Emanuela il 28 gen 2010 alle 10.10
  69. non condivido il sostegno nei confronti della madre di Liam, se avesse amato suo figlio in primis non avrebbe accusato (sapendo di mentire) il padre del bambino di abusi , fatto che segnerà per sempre la psiche del piccolo, dimostrando un patologico egoismo e non amore nei confronti del proprio figlio. inoltre il bambino con il padre era felice, lo dimostrano i video dei giorni precedenti il rapimento. le indagini sui presunti abusi sono state fatte ed il padre scagionato in un paese come l’america dove non si scherza affatto su questi reati. piuttosto alla signora Manuela è stata diagnosticata una Sindrome di Munchausen dai periti italiani.
    spero che al più presto il bambino venga affidato al padre.

  70. ursula il 28 gen 2010 alle 10.10
  71. Bellissimi nomi di questi psicologi infantili, veramente altisonanti direi. Ma a volte la psicologia sbaglia quando un bambino diventa un numero statistico. Qualcuno sà dirmi se ha visto il bambino infelice di stare a fianco di sua madre? qualcuno ha notizie di maltrattamenti sul bambino da parte della madre? qualcuno, qualcuno, qualcuno…
    I bambini non si convincono facilmente di ciò che non è vero ma se così fosse (premiato per dire cose cattive contro suo padre??) basterebbe usare l’intelligenza ed aspettare che sia grande, lasciandolo vivere serenamente la propria crescita. A volte bisogna saper rinunciare al proprio egoismo sui figli e semplicemente aspettare, lasciare tracce visibili della propria presenza ed aspettare che il bambino sia pronto.
    Chi ha più buon senso lo usi.
    Ora questa ennesima porcata! Dare seguito ad una richiesta degli Usa per l’arresto di Manuela Antonelli è una cosa fuori dal mondo! il sig.McCarty sarà pure soddisfatto e mi immagino che sorriso avrà alla notizia ma dimentica che Gabriele ora è solo!
    Purtroppo ne ho visti di quei sorrisi e non mi fanno ammirare la persona che se li porta sulle labbra.

  72. MammaDolce il 29 gen 2010 alle 03.03
  73. Non si può incarcerare chi protegge il proprio figlio: questa è follia!! E proprio nei giorni di Memoria per l’Olocausto? Memoria?? Ma perchè questa non è discriminazione? Questo non è nazismo?? Il neuropsichiatra del bambino (e stiamo parlando di un luminare) ha detto che “il bambino a prescindere da tutto non può essere allontanato dalla madre: è come sdradicare una pianta dalla sua terra, compromettendo gravemente la sua salute psichica”.
    MANUELA ANTONELLI HA UN BIMBO CHE L’ASPETTA, CHE HA BISOGNO DELLA SUA MAMMA COME TUTTI I BAMBINI DEL MONDO!
    Rispettiamo la volontà dei bambini: è inutile mettersi a discutere, LIAM VUOLE STARE CON LEI, SOLO CON LEI!! Si vergognasse quella persona a farsi chiamare “padre”: i veri padri sono ben altro ed ottengono amore. Se Leone all’improvviso, dopo aver passato due settimane estive solo col padre, ha iniziato a provare malessere, a temerlo, a cercare rifugio dalla madre e alla fine ad odiarlo, è evidente che allora quello che racconta il bimbo è tutto vero: il padre lo ha maltrattato!!.

    Io sono un padre separato ma dai miei figli mi sono fatto amare, non potrebbero mai odiarmi se io non faccio loro del male e nessuno potrebbe convincerli del contrario (nemmeno la madre!): i figli non sono burattini hanno una testa che pensa, che ama, che vede e che sceglie!! Questo non è un padre e io mi sento offeso che venga definito in questo modo.

  74. marcello il 02 feb 2010 alle 11.11

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