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Archivio Luglio 2010

Fidanzatini di Policoro: il gip respinge l’archiviazione e chiede nuove indagini

Matera, 21/7/2010 – Il gip di Matera, Rosa Bia, ha respinto la richiesta di archiviazione del pubblico ministero Rosanna De Fraia, in merito all’inchiesta sulla morte di Luca Orioli e Marirosa Andreotta, i due studenti universitari trovati morti, la sera del 23 marzo 1988, nel bagno della casa della ragazza, a Policoro (Matera). Il magistrato, accogliendo le istanze presentate dagli avvocati Francesco Auletta e Riccardo Laviola, ha disposto la restituzione degli atti al pm per dar corso a ulteriori indagini e affinché conferisca l’incarico a un consulente medico-legale. Quest’ultimo dovrà valutare l’opportunità di una eventuale nuova riesumazione dei corpi dei due ragazzi, per ”accreditare o escludere” l’ipotesi di duplice omicidio – sostenuta dai parenti dalle vittime – alla base della riapertura delle indagini. Spetterà, infine, al pubblico ministero valutare e disporre altre indagini suggerite dai ricorrenti (testimonianze, perizie fotografiche) alla ricerca delle tracce di una morte procurata da terzi. Soddisfazione e’ stata espressa da Auletta:”Sono state accolte dopo alcuni anni – ha detto Auletta – le nostre ragioni per fare piena luce su una indagine che attende giustizia”. Il gip, nell’udienza dello scorso 8 giugno, si era riservato di decidere sulla richiesta presentata dai difensori, che avevano chiesto la riesumazione dei cadaveri dei due giovani, contestando le conclusioni a cui era giunta l’Unità di analisi crimini violenti della Polizia, che aveva imputato la morte ad avvelenamento da ossido di carbonio. Per don Marcello Cozzi, referente per la Basilicata dell’associazione ”Libera”, la richiesta del gip di Matera di riaprire le indagini ”scrive una pagina fondamentale nella vicenda di Luca e Marirosa: è importante che i corpi siano riesumati perché la verità possa finalmente venir fuori”. Lo ha detto, in una dichiarazione,   ”Speriamo – ha aggiunto don Cozzi – che si proceda presto con la riesumazione ma anche che tutti i macchinari siano funzionanti e non paradossalmente guasti così come è accaduto nell’autopsia a seguito della  precedente riesumazione. Ci auguriamo davvero che questa volta tutto sia perfettamente funzionante per evitare spiacevoli equivoci che possano inaugurare altri 20 anni di interrogativi e ricerche”.
Negli ultimi anni la vicenda di Luca Orioli e Marirosa Andreotta è stata riportata alla luce da “Chi l’ha visto?”, che raccolto l’appello della madre di Luca, Olimpia Funia, in numerose puntate, l’ultima volta il 31 maggio scorso.

[Guarda il video del caso nella puntata del 31 maggio 2010]



26 Lug 2010 05.05 "Chi l'ha visto?" 3 Commenti

Riesumata la salma di Evelyn, impiccata dopo uno stupro. Forse è stato omicidio

Viterbo, 16/7/2010 – Potrebbe essere stata uccisa Evelyn Moreiro, la diciannovenne d’origine sudamericana trovata impiccata nel novembre 2009 in una stanza della casa di accoglienza di Viterbo in cui si era rifugiata dopo una lite con i genitori. La Procura di Viterbo ha disposto la riesumazione del cadavere: il pm Massimiliano Siddi, titolare dell’inchiesta aperta dopo un esposto dei genitori, ha raccolto alcuni indizi che hanno fatto insorgere il sospetto che la giovane non si sia suicidata, ma che potrebbe stata uccisa. L’impiccagione, quindi, sarebbe solo una messinscena architettata dal suo assassino per sviare le indagini. In queste ore, nell’obitorio di Montefiascone, e’ in corso l’autopsia. Il medico legale dovrà accertare se la ragazza al momento della morte fosse incinta e se il decesso possa essere attribuito a cause diverse dall’impiccagione. Sulla morte della ragazza è in corso un’altra inchiesta per violenza sessuale presso la procura del tribunale dei minori di Roma a carico di un giovane di Rignano Flaminio (Roma), paese in cui Evelyn viveva con la famiglia prima di trasferirsi nel Viterbese. Alcuni mesi dopo la morte, infatti, un suo amico recapitò in forma anonima ai genitori, residenti a Montefiascone, le copie di alcune pagine del diario sulle quali la ragazza raccontava di essere stata stuprata due volte dal giovane ora indagato.

[Vai alla pagina del caso]

Chi era l’Americano?

Con il supporto tecnologico degli esperti dell’università di Roma ‘La Sapienza’, il pubblico è inviato a decifrare uno dei più enigmatici documenti del caso Orlandi, la prima telefonata del cosiddetto ‘Americano’.

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[Il filmato nella puntata del 5 luglio 2010]

06 Lug 2010 06.06 "Chi l'ha visto?" 2 Commenti

Come è potuto morire Daniel Cenciotti?

Aveva solo 15 anni quando nell’estate del 2009 Daniel Cenciotti è annegato nelle acque del lago di Martignano (Roma). Il XIX municipio di Roma propose alla famiglia del ragazzo di farlo partecipare ad un campo estivo con altri coetanei diversamente abili. La cooperativa sociale aveva assicurato la presenza di un operatore per ogni ragazzo.

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