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Lo chiamano ‘Anonimo Albero': identificarlo permetterebbe di assisterlo meglio

La direzione dei Servizi Sociali dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni-Addolorata (Roma) ha rivolto un appello al pubblico per aiutare un paziente ricoverato non identificato. Dall’apparente età di 70 anni, l’uomo dal 12 giugno 2010 si trova in ospedale a causa di un patologia ortopedica associata a deterioramento psico-organico e malnutrizione. La mancata identificazione non consente di trasferirlo in una struttura diversa e più idonea. Ha una corporatura minuta, la statura è circa 160 cm, gli occhi sono marroni, i capelli sono bianchi lunghi, la barba è bianca lunga, l’accento sembra siciliano. Dall’eloquio si presume abbia una certa istruzione.
Dalla ricerche effettuate dal Servizio Sociale Ospedaliero è risultato che da molti anni sosta in via Foligno, in zona San Giovanni a Roma. Gli operatori della sala operativa sociale del Comune di Roma lo conoscono dal 2004 e riferiscono di avergli dato il nome di “Anonimo Albero”. L’uomo nel corso degli anni ha sempre rifiutato di fornire le sue generalità e di dare alcuna informazione su di sé, accettando solo cibo e vestiario dagli operatori sociali del Comune. Anche durante il ricovero ha rifiutato di fornire le sue generalità e di collaborare a qualsivoglia percorso di recupero, non acconsentendo all’intervento chirurgico ortopedico.

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28 ott 2010 alle 07.07 "Chi l'ha visto?"

1 Commento su Lo chiamano ‘Anonimo Albero': identificarlo permetterebbe di assisterlo meglio

  1. E’ una persona simpatica e che basta a se’ . Dispiace sentire k non abbia accettato le cure e k ora si ritrovi con un femore malfermo. D’altro canto vi chiedo:” cosa vi aspettate dalla tv? K spunti un familiare che si occupi di lui?di una persona difficile da gestire e con una personalita’ precisa? ” Mi appare ovvio k la soluzione debba ricercarsi nel mondo della sanità pubblica k ha gli strumenti per occuparsi della vicenda. Nei nostri ospedali c’è sempre bisogno di un parente che assista il malato, k lo aiuti la notte, k gli comperi le medicine, ecc. Cosa k trovo poco progredita. Infatti in questo caso…non sanno come fare. Sarebbe bello se si fossero occupati di far conoscere il caso, magari pensando ad una persona che poteva essersi smarrita, ma ho i miei dubbi. Scusate se sono così franca. Spero che riescano a convincerlo a curarsi e che guarisca.

  2. Bianca il 02 nov 2010 alle 12.12

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