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Le piastrine degli alpini in Russia

I militari italiani coinvolti nella campagna in Russia dal 1941 al 1943 erano in gran parte appartenenti al Corpo degli Alpini e si trovarono a lottare con il gelo (con punte di – 50°), con la fame e, soprattutto, con una agguerrita Armata Rossa. Il dramma individuale e collettivo che ne scaturì racconta di 26.115 morti, 43.166 feriti e 63.684 dispersi, a fronte di 220.000 soldati impiegati complessivamente durante la spedizione. A guerra conclusa, dopo il ritorno a casa di 10.000 prigionieri, iniziò, a partire dal 1989, il pellegrinaggio dei resti dei caduti verso la madrepatria. Nel luglio del 2009, i coniugi Respighi di Abbiategrasso (Milano), camperisti e amanti della storia, in uno dei loro viaggi in Russia hanno fatto una scoperta. “Assieme ad altri alpini nell’agosto del 2009 sono stato in Russia con l’intento di omaggiare i tanti soldati italiani che nella ex Unione Sovietica hanno lasciato i loro verdi anni. Durante la visita nella città di Miciurinsk, un abitante mi ha affidato molte piastrine di riconoscimento appartenute ad alcuni nostri soldati impegnati nella Campagna di Russia (1941-1943), allo scopo di riportarle in Italia”, ha raccontato Antonio Respighi. Una volta in Italia, i Respighi hanno iniziato la loro missione: il ritorno ‘simbolico’ di ciascun soldato caduto in Russia grazie al piastrino di riconoscimento. Il 23 gennaio 2011 a Pietransieri, frazione di Roccaraso (L’Aquila), Antonio Respighi ha consegnato il piastrino di riconoscimento dell’alpino Attilio Cicone, alla sorella che lo ha ricevuto con grande commozione. Presso la chiesa di San Bartolomeo Apostolo di Pietransieri, alla presenza del Vescovo, monsignor Angelo Spina, della Fanfara e del Picchetto d’Onore degli Alpini e di altre autorità, Attilio Cicone è simbolicamente tornato ai suoi cari. Coloro che fossero entrati in possesso di medagliette simili possono mettersi in contatto con l’Ana, l’associazione nazionale alpini (www.ana.it )affinchè altre famiglie possano simbolicamente riunirsi ai propri cari.

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04 feb 2011 alle 05.05 "Chi l'ha visto?"

5 Commenti su Le piastrine degli alpini in Russia

  1. avete fatto un servizio importante, su un argomento di cui “non si occupa nessuno”. Grazie delle notizie. Penso che dovete continuare a seguire questa vicenda per dare onore a tutti i soldati italiani morti e dimenticati.
    silvestra

  2. silvestra vinciguerra il 04 feb 2011 alle 06.06
  3. CERTO SAREBBE STATO MEGLO LASCIARE LE PIASTRINE VICINO ALLE OSSA E DARE DEGNA SEPOLTURA QUEI POVERI FRATELLI NOSTRI, FIGLI D’ITALIA.
    MA IL TEMPO E’ PASSATO SULLE TESTE DI TANTI CHE HANNO FATTO VIA VIA LA LORO SCELTA.
    CHI HA VOLUTO RACCOGLIERE UNA TARGHETTA PER COLLEZIONE, CHI PER CURIOSITA’, CHI PER RICORDO. ALL’ESTERO ESISTONO POOL DI ARCHEOLOGI CHE SI OCCUPANO DELLA RICERCA DEI CADUTI SUI CAMPI DI GUERRA DI TUTTO IL MONDO, MA L’ITALIA NON SE NE E’ DOTATA. LA FRANCIA, L’INGHILTERRA, LA SPAGNA, GLI STATI UNITI SONO TRA QUEI PAESI CHE DANNO MOLTO VALORE ALLA DEGNA SEPOLTURA DEI LORO FIGLI CADUTI PER OBBEDIRE ALLA PATRIA.
    ADESSO COMUNQUE SI è AVUTA L’OPPORTUNITA’ DI RICEVERE QUESTE MEDAGLIE IN DONO, DA UNA PERSONA CONSAPEVOLE E BUONA ED è MERAVIGLIOSO ORA QUESTO VIAGGIO ARITROSO E LUNGO LA PENISOLA PER RIALLACIARE STORIE E DISSEPPELLIRE LEGAMI. E’ COSI’ COMMOVENTE!
    ED E’ SOPRATTUTTO UN ATTO DI ESTREMO RISPETTO E AMORE PER I NOSTRI CARI EROI.
    FIGLI D’ITALIA

  4. bianca il 17 feb 2011 alle 02.02
  5. grazie.
    mi avete fatto piangere!!!!
    SPERO CHE ALMENO QUALCHE FAMIGLIA POSSA PIANGERE DAVANTI A UNA LORO COSA E NON SOLO SDAVANTI AL LORO NOME.
    GRAZIE PERCHè CONTINUIATE
    ANNA

  6. anna il 08 mar 2011 alle 07.07
  7. Vi ringrazio davvero tanto per questo servizio, ci sono ancora tanti militari e famiglie che aspettano un segno di riavvicinamento, anche la mia, terrò sempre vivo il ricordo di mio zio scomparso sul fronte Russo, in attesa di poter ricevere qualsiasi comunicazione.

  8. Samantha il 23 giu 2011 alle 01.01
  9. Sono figlio di un soldato/artigliere disperso in Russia nel 1943.
    Di mio Padre non si è saputo proprio niente, neanche a quale battaglia o in quale città o paese della Russia è stato dichiarato disperso. Ringrazio a nome di tutti i famigliari dei caduti Italiani
    i Signori Respighi per il loro ammirevole impegno e ringrazio anche la trasmissione di “CHI L’HA VISTO?” per aver reso pubblica la grandissima notizia.
    Pertanto colgo l’occasione per porgere distinti saluti a tutti,
    Domenico.

  10. Domenico il 06 lug 2011 alle 07.07

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