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Francesco Tureddi: “Ho visto i resti bruciati”

Francesco Tureddi, uno dei due indagati nella vicenda delle donne scomparse a Torre del Lago, ha dichiarato durante un collegamento in diretta che alla fine di agosto 2010, nel campo di Via dei Lecci dove vivevano segregate le due donne, avrebbe visto Massimo Remorini che si aggirarava accanto a un fusto dell’olio dicendo che all’interno si trovavano i resti, ormai in cenere, di Velia Carmazzi. Lo stesso indagato ha raccontato di aver riconosciuto a metà settembre i resti di Maddalena Semeraro che bruciavano nello stesso fusto di olio. Contenitore che, a suo dire, sarebbe stato poi buttato in un cassonetto dell’immondizia, dopo essere stata portato via dal campo con un furgone rosso. Sia il cassonetto che il furgone sono stati sequestrati dai carabinieri di Viareggio per essere analizzati dal Racis. Non si trova invece il fusto indicato da Tureddi: i militari lo hanno cercato, senza esito, nell’area dove vengono scaricati i rifiuti metallici.
Tureddi ha detto che avrebbe trovato solo ora la forza di parlare per liberarsi da un peso che lo opprimeva da tempo. Ha inoltre raccontato che Maria Casentini faceva a Velia Carmazzi e a Maddalena Semeraro continue iniezioni di Novalgina. Iniezioni che potrebbero aver portato le due donne alla morte.
Nell’interrogatorio di garanzia dei due arrestati, Remorini e la badante Maria Casentini si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Remorini rimane in carcere e tramite il suo avvocato continua a professarsi innocente, mentre la Casentini èagli arresti domiciliari.

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25 Feb 2011 alle 05.05 "Chi l'ha visto?"

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