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Marco Dominici

Marco Dominici aveva sette anni quando è scomparso da Roma il 26 aprile del 1970, una domenica pomeriggio. I suoi resti sono ritrovati sette anni dopo, in un cunicolo sotto un istituto dei salesiani, nel quartiere Centocelle, poco distante dall’abitazione della famiglia. Li hanno trovati tre ragazzi che, in cerca di residuati bellici, si erano addentrati nei tunnel sotto Forte Prenestino. Proprio sotto il centro “Don Bosco” hanno visto un paio di scarpette, brandelli di vestiti e un mucchietto di ossa. Le scarpette erano quelle che indossava Marco Dominici proprio il giorno della scomparsa. Quel giorno il bambino era andato al Centro del salesiani per vedere un film al cinema dell’oratorio. Ma a casa non tornò mai. Le ricerche non portarono a nulla. E col passare delle ore e dei giorni l’ipotesi peggiore, quella che gli fosse capitato qualcosa di brutto , si fece sempre più concreta. Il primo indiziato venne segnalato dagli stessi sacerdoti del “Don Bosco”: si trattava di un giovane con disturbi psichici che frequentava spesso l’istituto. Tutti sapevano che era appena uscito dal manicomio e che in passato era stato allontanato dal Don Bosco per aver molestato alcuni ragazzini. Proprio quel giovane fu arrestato e accusato dell’omicidio del piccolo Marco, dopo il ritrovamento dei resti del bambino. Ma al processo su di lui non emersero elementi rilevanti tali da giustificarne la condanna e venne assolto sia in primo che in secondo grado. Roberto Dominici, il padre di Marco, da 40 anni si chiede chi ha ucciso suo figlio e perchè e vorrebbe anche avere la certezza che li resti ritrovati nel cunicolo del Forte Prenestino siano proprio quelli del suo bambino. Negli anni Settanta, infatti, non era ancora possibile effettuare l’esame del Dna.

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14 apr 2011 alle 06.06 "Chi l'ha visto?"

2 Commenti su Marco Dominici

  1. Il sospettato dell’epoca è ancora in vita?
    Non capisco perché tra i tanti casi riaperti in questi anni, proprio a Roma, non si provi anche a riaprire questo. Fare un esame del dna sui reperti: sulla magliettina, sulle scarpe e comparare le eventuali tracce con il dna del o dei sospetti, non mi sembra una cosa tanto difficile. Inoltre dovrebbe essere prelevato un campione di dna dai poveri resti del bambino, visto che oggi esiste la possibilità di un’identificazione scientificamente certa.
    Negli Stati Uniti, dove molti stati rendono disponibile on-line un database sui dati dei cadaveri sconosciuti o appartenenti a vittime di omicidio, e’ stato fatto un lungo lavoro di schedatura. E’ stato prelevato, negli ultimi 10 anni, il dna di tanti corpi senza nome e di tante persone vittime di omicidio ed il dna è disponibile (in attesa di possibili nuove informazioni) presso gli uffici competenti.

  2. bianca il 15 apr 2011 alle 01.01
  3. CARO Padre del piccolo Marco,
    non so come riesca a trovare la forza, attraverso i decenni, di credere ancora nella giustizia terrena. Ora sembra che qualcosa cominci a smuoversi, o forse è solo una sensazione che chissà quante volte in passato avrà avvertito.
    Spero tanto, tantissimo, che finalmente sia il momento giusto di conoscere la Verità.
    La notizia che nel quartiere in cui furono ritrovate le spoglie di un bambino, che con tutta probabilità era suo figlio, alcuni sapessero e che senza motivo non si siano messi subito in contatto con Lei o con gli inquirenti, mi fa rabbrividire, anzi, a dirla tutta, a me fa proprio schifo. Che razza di gente è? Madri, padri, persone che pur sapendo del dolore e dell’apprensione di una famiglia, non si hanno avuto cura neanche di fare una telefonata anonima, una lettera …
    …non Le sembra insensato tutto questo? Che razza di gente c’era a Roma in quegli anni?
    Vorrei che chiunque sapesse, avesse oggi il coraggio di parlare o scrivere. Non serve forse il vostro nome ma quello dei colpevoli. Un indizio, una traccia. Qualcosa che senza ombra di dubbio possa servire da inizio. Se poi aveste la fora di farvi avanti davvero, sareste dei GIUSTI.
    Fatelo presto perché 40 brutti anni sono troppi per questa famiglia. 40 anni di una vita rosicchiata dal sospetto e dalla rabbia.
    Siate Uomini infine.

  4. bianca il 22 mag 2011 alle 06.06

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