Archivio Ottobre 2011
Pirati: gli italiani in mano ai sequestratori somali
“Ci stanno torturando, stiamo morendo, aiutateci”. Drammatico appello in diretta telefonica dall’equipaggio della “Savina Caylyn”, attaccata al largo delle coste somale da un gruppo di pirati l’8 febbraio scorso. Insieme al condirettore di “Libero Reporter” Gaetano Baldi, che in questi mesi ha tenuto i contatti con i sequestrati, Federica Sciarelli ha parlato con Antonio Verrecchia, direttore di macchine di Gaeta, che ha descritto le terribili condizioni in cui sono costretti a vivere gli ostaggi. Condizioni che sono ancora più dure per gli altri marittimi italiani che sono stati trasferiti sulla terraferma, che rischiano di essere usati come scudi umani: Giuseppe Lubrano Lavadera, di Procida, Crescenzo Guardascione, terzo ufficiale di coperta, di Procida e Gian Maria Cesaro, allievo di coperta, di Piano di Sorrento. Dalla Somalia è arrivata agli spettatori italiani anche la voce di Eugenio Bon, di Trieste: “Quando si avvicinano le unità militari in pattugliamento, specialmente gli elicotteri, i pirati si innervosiscono e per noi si fa ancora più dura”, ha detto il primo ufficiale di coperta della petroliera sequestrata.
Il testo integrale della telefonata.
Melania Rea: Parolisi ha consegnato gli stessi abiti del 18 aprile?
I vestiti che Salvatore Parolisi indossava il pomeriggio del 18 aprile 2011 a Colle San Marco, quando denunciò la scomparsa della moglie, ripresi dalle telecamere a circuito chiuso, sono gli stessi che ha consegnato agli inquirenti? L’avvocato Mauro Gionni, legale della famiglia Rea, intervenuto telefonicamente in trasmissione, non ha riconosciuto i pantaloncini indossati da Parolisi nei fotogrammi come quelli che sono stati consegnati. Ma, ha spiegato, ci sono altri abiti presso i Ris, in contenitori che devono ancora essere aperti. Pertanto, ha concluso l’avv. Gionni, bisogna attendere di avere un quadro completo per avere certezze.
Yara: furono controllati i furgoni del cantiere?
I residui di tessuto rosso trovati sul corpo di Yara sono stati collegati da numerosi spettatori a materiali usati nei cantieri edili. Ad esempio anche nelle immagini girate da “Chi l’ha visto?” nei primi giorni dopo la scomparsa di Yara, si vede nei pressi del cantiere di Mapello, un furgone con all’interno un materasso con un coperta rossa. Sono stati controllati i furgoni bianchi che, come questo, operavano nella zona dove subito puntarono i cani?
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