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Archivio Gennaio 2012

Emanuela Orlandi – Tomba De Pedis: Chi fotografava i manifestanti? Interrogazione parlamentare

Dopo la manifestazione “Verità e giustizia per Emanuela Orlandi ”del 21 gennaio a Sant’Apollinare, dove è sepolto il boss Enrico De Pedis, e la strana vicenda dell’uomo che fotografava i partecipanti, l’on. Walter Veltroni ha presentato un’interrogazione. Sulla sepoltura di uno dei capi della banda della Magliana all’interno della Basilica, che deve essere stata autorizzata dal ministero dell’Interno Veltroni ha scritto : ”Secondo la normativa dell’epoca art. 341 del Regio Decreto 1265 del 1934, la tumulazione di cadaveri in luoghi diversi dal cimitero poteva avvenire solo in base ad un decreto autorizzativo del ministro dell’Interno, decreto di cui non e’ stata mai accertata l’effettiva esistenza”. Per questo Veltroni ha chiesto al ministro, se questo decreto esiste, ”quando e da chi è stato firmato”. Veltroni ha sollevato poi il caso del fotografo: ”Come è emerso da un servizio della trasmissione ‘Chi l’ha

visto?’ del 25 gennaio, la protesta pacifica in ragione dei ritardi dell’inchiesta, sarebbe stata turbata dalla presenza di un uomo, riconosciuto da alcuni manifestanti come un agente delle forze di sicurezza vaticane in borghese, che avrebbe fotografato i presenti con atteggiamento definito intimidatorio”. A questo proposito Veltroni ha chiesto al ministro Cancellieri ”se la presenza dell’agente in borghese sia stata verificata dalle autorità italiane e, in questo caso, se non si ritenga improprio e pregiudizievole l’atteggiamento delle forze di sicurezza vaticane che avrebbero proceduto a identificare

cittadini che manifestavano nel territorio italiano”.
Intervenendo nell’ultima puntata di “Chi l’ha visto?”, Pietro Orlandi aveva  rivelato che durante l’iniziativa “Verità e giustizia per Emanuela”del 21 gennaio a Sant’Apollinare era stato notato un misterioso fotografo. Secondo alcuni manifestanti, che lo avevano fotografato a loro volta, si sarebbe trattato di un membro della vigilanza vaticana. Durante la trasmissione sono state mostrate due immagini dell’uomo e numerosi spettatori hanno risposto all’appello lanciato per identificarlo, chiamando in diretta per accreditare questa ipotesi. Il fratello di Emanuela Orlandi si è rivolto anche direttamente all’uomo affinché chiarisca le ragioni della sua presenza.

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[Vai alla pagina di Emanuela Orlandi]

Naufragio della nave Costa Concordia: a “Chi l’ha visto?” gli appelli per i dispersi e le testimonianze dei superstiti

“Continuate a cercare la mia bambina, non fermatevi; portatemela a casa il prima possibile”. Susy Albertini, la mamma di Dayana, la bambina di cinque anni, che era a bordo della Costa Cocordia naufragata davanti all’Isola del Giglio e ancora dispersa ha rivolto un appello ai soccorritori durante l’ultima puntata di “Chi l’ha visto?”, in gran parte dedicata ai familiari dei dispersi e alle segnalazioni dei superstiti utili per le ricerche e le indagini. Il suo avvocato Davide Veschi, si è rivolto ai passeggeri della nave: “Potete dirci dove avete visto la bambina con il suo papa’? potete dirci un luogo preciso da dove poi è scomparsa?”.  Ha risposto in diretta all’appello il signor  Umberto: “Ero anche io sulla nave quella notte. Al quarto livello, quando dovevamo imbarcarci sulle scialuppe, ci hanno messo in un angolo insieme ad altri genitori e bambini, perché c’era una bolgia di calci e spinte. Io ero in panico, ma a mia moglie è rimasta impressa una cosa e se ne è ricordata quando ha visto la foto della bambina. C’erano vicino a noi due spagnoli che ci sono rimasti impressi perché erano nudi, in costume da bagno, e avevano per mano questa bambina. Per prima cosa ci hanno chiesto se era nostra figlia, perché stavano cercando disperatamente i suoi genitori. La bambina, logicamente, era spaurita. Ecco, il momento in cui l’abbiamo vista è stato lì, al quarto livello, nel punto in cui dovevamo prendere le scialuppe. La bambina era lì da sola, non c’erano i suoi genitori. I due spagnoli erano una coppia, una donna e un uomo, adulti ma giovani, non anziani”.   
Un uomo ha telefonato in trasmissione per dire di avere visto il comandante Schettino con due donne nel momento dell’incidente:” Ero  con mia moglie al ristorante esclusivo, all’ultimo piano della nave, erano le 21:15 ed ho visto il comandante arrivare al ristorante in compagnia, abbracciato con due ragazze, una bionda e una coi capelli scuri. Mostrava alle due ragazze la vetrata del ristorante, la vetrata da cui si vedeva l’isola. Poi il panico: la nave si è inclinata, la luce è andata via, sono scappati tutti, non c’era più un ufficiale, nessuno che ci dicesse cosa fare… abbandonati a noi stessi: persone anziane, bambini, disabili… C’era una bambina con una signora spagnola che chiedeva aiuto. Non so dove sia finita. Nessuno ci ha detto cosa fare, ci guidavano gli animatori e i camerieri peruviani”.
Ha chiamato in diretta Concetta Rovi, 63 anni, di Messina, che era in viaggio con una sua amica ed è stata tra i primi passeggeri a scendere dalla nave: “Eravamo al ristorante c`è stato un urto violentissimo, sono saltati piatti, bicchieri, tavoli, è andata via la luce e i camerieri ci hanno portato sul ponte dove c’erano le scialuppe, ma non ci facevano avvicinare perchè dicevano “dobbiamo aspettare l’ordine”. Tutti gridavano ”fateci scendere, fateci scendere”. Le scialuppe erano lì ma non ci facevano scendere. Siamo rimasti lì più di un’ora e mezza. Ci ripetevano “c’è un blackout”. La figlia, Lucia Calapai da Prato, alle 21.57 ha ricevuto una telefonata dal fratello Nicola che aveva sentito la madre allarmata. Ha chiamato subito i carabinieri di Prato allertandoli. Poco dopo i carabinieri hanno richiamato per dirle di aver parlato sia con la madre che con la guardia costiera e che tutto era sotto controllo: c`era soltanto un blackout elettrico. Allora la donna ha richiamato la madre per tranquillizzarla e lei le ha risposto che la nave si stava inclinando. Lucia Calapai ha chiamato direttamente la guardia costiera, che ha ripetuto che si trattava solo di un blackout e che altro non potevano dirle. Solo da un telegiornale ha poi avuto la notizia del naufragio.
Rogelio Barista, un cuoco che lavorava sulla Costa Concordia, intervistato da una televisione inglese ha rivelato come il comandante della nave avrebbe trascorso i minuti immediatamente successivi all’incidente: “Il comandante ci ha ordinato la cena intorno alle 22 -   22:30 e l’ho visto con una donna che non ho riconosciuto. Ho chiesto all’altro cuoco, Jason Velasco, cosa passasse per la testa al comandante. In quei momenti stava cadendo tutto a terra, anche il nostro cibo. Non potevo credere a ciò che succedeva. Ho fatto tante esperienze in anni di navigazione come cuoco, come un incendio a bordo, anche sulla Costa Concordia, e mi sono imposto di non avere paura. Ho guardato fuori per cercare il comandante e l’ho visto ancora in attesa del suo drink. Mi sono chiesto perché, con tutto quello che stava accadendo stava ancora aspettando il dessert per la sua ospite”.

[Gli appelli per i dispersi]

Milano: Trovata morta in casa la donna inglese scomparsa ad agosto

Ci ha pensato “Chi l’ha visto?” a chiamare il 115 e avvisare i vigili del fuoco che i vicini avevano sentito nei mesi scorsi un forte odore provenire dall’appartamento di una donna inglese, i cui amici non avevano più notizie da agosto. I carabinieri hanno quindi chiesto l’autorizzazione del magistrato ad entrare in casa, dove purtroppo è stato trovato il corpo mummificato. Gli amici della donna, che non aveva parenti e da quarant’anni risiedeva in Italia, si erano rivolti a “Chi l’ha visto?” durante le feste natalizie, pubblicando un appello sul sito del programma.

12 Gen 2012 06.06 "Chi l'ha visto?" 2 Commenti