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La scomparsa di Antonio Barbatelli: poteva essere salvato?

Nel tardo pomeriggio del 24 agosto 2011 Antonio Barbatelli, 20 anni compiuti da poco, è uscito dalla sua casa di Napoli per andare a correre nel vicino bosco di Capodimonte e poi passare al supermercato. Era solito rientrare con puntualità, non più tardi delle 20:30. Ma quella sera non è tornato. La madre e le tre sorelle con cui vive hanno dato l’allarme. La sorella maggiore si è recata con il padre al parco chiedendo aiuto alla polizia, che ha un drappello all’interno. Gli agenti hanno risposto di non allarmarsi, che certamente il giovane “sarà con qualche ragazza” e che se avesse avuto un incidente sarebbe stato cercato la mattina dopo. Alle 22 circa i familiari si sono rivolti ai carabinieri della caserma “Pastrengo”. “A quest’ora non si fanno le denunce”, è stata la risposta. La madre e la sorella di Barbatelli, presenti un studio durante la trasmissione, hanno raccontato che, dopo alcune chiamate al 112, sono arrivati al bosco due carabinieri a dare una mano nelle ricerche. Hanno cominciato a perlustrare il viale principale del parco insieme agli amici di Antonio, alle sorelle e ai genitori. Ma le due piccole torce elettriche che avevano si sono esaurite presto, non permettendo di continuare. Il giorno seguente, la madre si è recata alla caserma “San Giuseppe” per presentare la denuncia di scomparsa respinta dalla “Pastrengo”. Ma a mezzogiorno la donna è stata chiamata a riconoscere il corpo del figlio, trovato morto, non si sa da chi, in fondo a un dirupo del bosco di Capodimonte. Secondo il referto autoptico stilato dal dirigente di medicina legale dell’ospedale Cardarelli, dr. Pietro Tarsitano, Barbatelli è morto per un gravissimo shock emorragico alcune ore dopo una caduta. Secondo il medico legale, le lesioni non sono compatibili con un’aggressione. Non è chiaro come sia finita in fondo a un dirupo una persona solita correre solo sui viali principali ed esperta dei luoghi. Sul corpo non sono stati trovati i 20 euro che aveva in una delle tasche, che erano rivoltate, né la collanina di caucciù che aveva al collo. La maglietta strappata. Il fascicolo aperto dalla procura sul caso è ancora aperto.

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16 feb 2012 alle 08.08 "Chi l'ha visto?"

2 Commenti su La scomparsa di Antonio Barbatelli: poteva essere salvato?

  1. Non so se qualcuno ci ha pensato, ma non è che magari corresse alla cieca per sfuggire a qualche inseguitore che prima l’ha rapinato e poi volesse fargli del male? E che magari lui, correndo alla cieca, e voltandosi indietro, non si sia accorto del burrone e per questo non sia riuscito ad aggrapparsi ai rami, proprio per la confusione in cui è caduto causa la paura?

  2. Bianca il 17 feb 2012 alle 11.11
  3. si sono d’accordo…potrebbe essere andata così..

  4. Barbara il 25 apr 2012 alle 11.11

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