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Archivio Maggio 2012

Alessandra Vanni

Potrebbe essere un nodo a sciogliere il mistero che da 15 anni avvolge la morte di Alessandra Vanni. Il suo corpo fu scoperto la mattina del 9 agosto da un pensionato che andava a buttare un materasso nella discarica comunale del paese. La giovane tassista era arrivata alla guida del suo taxi davanti alla discarica e lì suoi assassini (due gli uomini a bordo secondo alcune testimonianze), dopo averla strangolata, le avevano legato le mani dietro il sedile con lo stesso spago da pacchi usato per ucciderla. Lo spago era stato annodato intorno ai polsi della tassista e poi passato diverse volte su se stesso. Un nodo che già dalla scoperta del delitto aveva attirato l’attenzione degli inquirenti, mostrato al pubblico nel corso della trasmissione nella speranza che gli spettatori possano fornire qualche indicazione utile. Non si è ancora scoperto perché quella sera Alessandra Vanni è arrivata fino a Castellina e, nemmeno l’identità dei due clienti che sarebbero saliti sul taxi all’altezza di Quercegrossa, un piccolo paese tagliato dalla Statale 222, che in venti chilometri collega Siena a Castellina in Chianti. Una zona distante poco più di 50 chilometri dalle campagne di Montalcino, che per mesi furono la prigione di Giuseppe Soffiantini, non lontana dalle case di alcuni dei latitanti sardi che parteciparono al sequestro dell’imprenditore bresciano. L’assenza di moventi legati alla vita o al passato della vittima, che la notte dell’omicidio non subì violenza sessuale, lascia aperte altre ipotesi. Come quella che la notte dell’8 agosto 1997, nel cimitero di Castellina in Chianti, fosse in corso un sopralluogo di uomini della banda che rapì Soffiantini, per verificare se dai tetti della cappelle fosse possibile controllare la strada senza essere visti. Uno scenario concretizzatosi due mesi dopo, il 17 ottobre, a Riofreddo, al confine tra Lazio e Abruzzo, quando in un conflitto a fuoco morì l’ispettore del Nocs Samuele Donatoni. Oltre gli inquirenti che hanno lavorato al caso, a “Chi l’ha visto?” hanno parlato per la prima volta anche la madre e lo zio di Alessandra Vanni.