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Archivio settembre 2012

Roma, solidarietà a Maria di Trigoria

Alcuni spettatori hanno contattato il programma da Trigoria, un quartiere di Roma: “Una donna è stata aggredita!”, dicevano i messaggi dei cittadini sconvolti per una scena alla quale hanno assistito. In un parcheggio davanti a un supermercato sono andati a prendere una donna, Maria, alla quale sono affezionati. I vigili urbani e operatori sanitari con un’ambulanza volevano portarla in un ospedale per un TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio), ma lei si è rifiutata di seguirli. Le foto scattate dai cittadini del quartiere documentano quello che è accaduto dopo e che loro stessi hanno raccontato durante la trasmissione: la donna è stata trascinata per terra, con i vestiti strappati, seminuda. Non si trattava di un criminale, ma solo di una donna che vive nel quartiere, aiuta chi ne ha bisogno, senza fare male a nessuno né è pericolosa per se stessa. La protesta dei cittadini non si è fermata. Si sono presentati all’ospedale dove l’hanno portata e hanno chiesto di poter vedere Maria. Alessio, un religioso laico americano molto amico di Maria, ha raccontato di essere entrato nell’ospedale e di essere stato aggredito da alcuni infermieri con una guardia giurata, riportando contusioni e traumi documentati da un referto medico che è stato mostrato al pubblico. Maria poi ha potuto lasciare l’ospedale. Al termine della trasmissione è intervenuto telefonicamente Mario De Sclavis dirigente della polizia locale di Roma Capitale, che ha dichiarato che gli agenti hanno seguito le procedure di legge, smentendo che siano equipaggiati con manganelli.

Omicidio di Alina Cossu: i genitori a ‘Chi l’ha visto?’ chiedono la riapertura delle indagini

Il suo corpo venne trovato in mare da due pescatori la mattina del 10 settembre 1988, sotto la scogliera di Abbacurrente , non lontano da Porto Torres (Sassari). Alina Cossu, 21 anni, studentessa universitaria che si pagava gli studi di biologia lavorando d’estate in una gelateria, era stata strangolata poche ore prima. Dopo 24 anni il suo assassino non ha ancora un nome. Nell’ultima puntata di “Chi l’ha visto?” il padre e la sorella hanno ricostruito le inchieste e le archiviazioni che si sono succedute in questi anni e hanno chiesto la riapertura del caso.