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Archivio marzo 2013

La corsia di emergenza non è un’area di sosta

Il nuovo video proposto al pubblico dalla Polizia Stradale mostra un auto ferma sulla corsia di emergenza di un’autostrada che viene violentemente tamponata da un tir la cui visuale era ostruita da un altro mezzo pesante. “Quest’uomo si è salvato, nel senso che ha riportato delle lesioni, e ci ha detto che si era fermato in corsia di emergenza per fare una telefonata di lavoro. Spesso troviamo persone che sono convinte della correttezza del loro comportamento, perché magari non hanno l’auricolare in macchina e credendo di essere in sicurezza si fermano nella corsa d’emergenza. In corsia d’emergenza ci si ferma in casi eccezzionali: in caso di guasto meccanico del mezzo o in caso di malore, ma anche in questi casi nel tempo strettamente necessario. Avendo cura di scendere, si deve mettere il triangolo, devono essere accese le luci di posizione, ci si deve mettere il giubbetto di alta visibilità, considerando che abbiamo pochissimo spazio. Mai dare le spalle al traffico. Andare fuori dalla sede stradale è altamente pericoloso”, – ha commentato il vice questore aggiunto Elisabetta Mancini.

“Chi l’ha visto?” dà voce questa volta ai familiari e agli amici di Silvia, una brillante, straordinaria giovane donna la cui vita è stata stroncata una sera di S. Valentino, in quello che è inaccettabile definire “un incidente”.

Le stragi del sabato sera

Nella trasmissione del 6 marzo il vice questore aggiunto della polizia stradale Elisabetta Mancini ha mostrato un nuovo video shock, quello di un incidente in cui hanno perso la vita quattro giovani sull’autostrada A4: “Questo è un colpo di sonno. Non c’è una curva, L’auto va dritta sulla cuspide, non ci sono tracce di frenata. I ragazzi passeggeri dormivano e evidentemente si è addormentato anche il guidatore. Sono le prime luci dell’alba, l’autostrada è libera e sicura, purtroppo il colpo di sonno non avverte”. Nel 2011 sono morti sulle strade italiane 972 giovani sotto i 29 anni. Il sabato è il giorno della settimana in cui ci sono più morti, la domenica quello in cui si verificano gli incidenti più gravi e c’è il più alto tasso di incindentalità. “Noi – ha concluso Elisabetta Mancini – attraverso questi filmati vogliamo spiegare ai ragazzi che è meglio prendersi una sgridata dalla famiglia per un ritardo ma tornare a casa. È da tempo pratica diffusa negli altri paesi scegliere un guidatore designato che non beva per accompagnare i suoi amici a casa in sicurezza.

Continuano le testimonianze degli spettatori la cui vita è stata segnata da quelli che per “Chi l’ha visto?” sono veri e propri omicidi stradali. Valentina racconta la storia di sua sorella Genny, che un giorno non è più tornata a casa.