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Archivio maggio 2013

“Young Europe” Il primo film sulla sicurezza stradale

“Può sembrare una questione originale che la polizia di Stato abbia prodotto un film , in realtà è una questione molto più articolata e cercherò di spiegarla. Abbiamo portato in questi giorni al cinema 50 mila ragazzi, in 80 città d’Italia, e gli abbiamo fatto vedere un film. Un film che parla di storie dei giovani, del disagio dei giovani. Cattura la loro attenzione e poi alla fine li porta a ragionare sul tema della sicurezza stradale”. Vittorio Rizzi, direttore del servizio Polizia Stradale ha spiegato così, in diretta dal cinema Barberini di Roma, la decisione della Polizia di Stato di produrre il primo film sulla sicurezza stradale. “Vorrei ricordare che tutti i giorni in Italia muoiono almeno due giovani persone che hanno meno di 30 anni, la prima causa di mortalità per i giovani. Il film serve a scatenare le emozioni nei giovani, è un attivatore emozionale per far meditare il giovane sul tema, parlando alla sua testa e il suo cuore. Questo lo abbiamo realizzato attraverso un progetto molto ambizioso, che è un progetto europeo, che si chiama Icarus. Si divide in due momenti. Uno didattico educativo che ha curato la facoltà di psicologia dell’università “La Sapienza” di Roma, che ha elaborato una serie di testi e di percorsi di conoscenza attraverso test questionari somministrati a giovani di tutta Europa. Un altro attraverso il film ‘Young Europe’, ha concluso Rizzi mentre era in corso a Roma l’ultima delle 80 proiezioni promosse in tutta Italia.

“Young Europe”, girato in Italia, Francia, Irlanda e Slovenia, per la prima volta porta sullo schermo il tema della sicurezza stradale con le storie di cinque ragazzi europei, cinque vite che accomunate dall’esperienza dell’incidente stradale. “Young Europe” è stato realizzato nell’ambito del progetto “Icaro”, una campagna di sicurezza stradale alla tredicesima edizione, promossa dalla Polizia Stradale con i Ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Istruzione e alla Fondazione ANIA per la sicurezza stradale, con il coordinamento scientifico del Dipartimento di Psicologia della Sapienza, Università di Roma e la collaborazione del MOIGE. Il film è stato cofinanziato dalla Commissione Europea perché la campagna è diventata anche un progetto europeo promosso dalla Polizia Stradale italiana, con una ricerca scientifica che ha coinvolto 14 Paesi dell’Unione ed un manuale tradotto in tutte le lingue europee.
Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte per i giovani in Italia ed in Europa e l’obiettivo è quello di parlare di legalità ai ragazzi attraverso un linguaggio che parta dalle emozioni affinché cresca in loro una maggiore consapevolezza dei rischi.

Intanto continuano ad arrivare a “Chi l’ha visto?” le storie di giovani vite stroncate da automobilisti irresponsabili. Come quella Stefania Cilloni, uccisa a 20 anni sulla Strada Provinciale 47 di Reggio Emilia mentre andava al lavoro.